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Ulteriore passo dei brokers italiani verso la distruzione del trading individuale

Nella nostra Guida Gratuita alla Scelta del Broker avevamo fornito le prove che i brokers italiani (BinckBank, Fineco, Saxo) impongono delle commissioni che di fatto impediscono al trader retail (il trader individuale come te e me) di avere dei rendimenti nel lungo periodo.

In questo articolo avevamo fatto degli esempi pratici, calcoli alla mano, di come sia impossibile, anche avendo molti più trade in guadagno che in perdita, avere una attività di trading in attivo usando i brokers italiani.

Nella nostra Guida avevamo anche fatto una ipotesi sul motivo di questa differenza tra i brokers italiani e quelli di tutto il mondo civilizzato, non solo nelle commissioni elevate, ma anche riguardo alle barriere di accesso sempre più alte al mercato delle opzioni, Etf e futures imposte ai loro utenti.

La nostra ipotesi era che queste piattaforme stavano diventando uno strumento a disposizione dei gestori patrimoniali e i trader che lavorano per i grandi fondi e che quindi non avevano (e non avrebbero avuto in futuro) più alcun riguardo per il trader retail.

Oggi finalmente possiamo affermare con sicurezza che la nostra ipotesi è confermata.

Infatti, dopo la fusione con SaxoBank, la BinckBank ha iniziato a pubblicizzare fra i suoi utenti le sue nuove partnership con intermediari che nulla hanno a che fare con la sua iniziale vocazione al retail trading:

In particolare, Bnp, Societé Génerale e Franklin Templeton stanno pubblicizzando agli utenti di Binck i loro prodotti, quali gli Etf e le famigerate “AirBag Cash Collect”, da sottoscrivere direttamente sui siti di questi istituti, trasformando Binck in una semplice interfaccia tra l’utente e questi agenti collocatori.

Ora, che una banca faccia da intermediario per queste istituzioni, è del tutto normale, ma non si comprende il motivo per cui anche un broker di trading debba farlo.

A quel punto, quale differenza resterebbe ancora tra un borker e una banca commerciale? A livello di costi per l’utente, praticamente la differenza è nulla. A livello di barriere d’accesso ai mercati e ai titoli di borsa, stiamo tornando all’era precedente al 1980, quando internet non era ancora molto usato e potevi accedere a certe classi di titoli solo corrompendo un funzionario di banca.

Il mercato italiano sta conoscendo una involuzione senza precedenti di cui gli utenti finali dovrebbero essere consapevoli.

La differenza tra broker e banche di collocamento sta per essere annullata a favore delle seconde.

I costi per gli utenti finali saranno sempre più alti e sempre più difficili da stimare.

L’accesso ai mercati e ai titoli di borsa più remunerativi sarà sempre più riservato ai trader professionisti che lavorano per i grandi fondi, mentre l’utente non professionista dovrà rivolgersi ai padroni di questi ultimi, ossia agli intermediari istituzionali e ai grandi fondi, appunto.

Questa è la direzione che l’Italia ha deciso di intraprendere.

So che adesso potrà sembrare che voglia portare acqua al nostro mulino, ma ora più che all’epoca in cui avevamo scritto la nostra Guida, fare trading individuale senza i nostri consigli è semplicemente una attività in perdita, anche se tu facessi sempre dei trade positivi.

Non andare ancora in giro a trovare il Sacro Graal del trading, perché non esiste.

Il trading azionario non può dare più del 3% di rendimento annuale (ma nella normalità dei casi si aggira intorno allo 0,7%).

Se invece aggiungi il trading con le opzioni, puoi arrivare facilmente al 20-30% di rendimento annuale.

Strategie Portfolio non usa formule magiche e non è gestito da stregoni con la sfera di cristallo.

Dalla tabella dei nostri trade chiusi quest’anno, puoi vedere che abbiamo ottenuto un rendimento cumulato del 700% che in termini di rendimento reale (cioè rendimento “pesato”, ossia il cumulato diviso per il numero totale di trade) è attualmente il 20%:

Questa non è una performance speciale. Tutti gli esperti di trading con le opzioni che sappiano gestire i trade in perdita avranno lo stesso rendimento (tra il 20 e il 30% l’anno, come avevo detto prima).

Potremmo pubblicizzare alcuni nostri trade particolarmente redditizi, come quelli mostrati in tabella che hanno reso il 101%, il 119%, il 110%, il 67%, il 212% e il 106% e dire che mettendo tutti i tuoi risparmi su questi trade la tua vita sarebbe cambiata per sempre. Alcuni trader americani lo fanno.

Nella realtà invece, per avere un rendimento almeno del 20-30% con le opzioni devi mettere una somma contenuta in un certo numero di trade complessivi per diluire il rischio. Non basta azzeccare tre o quattro trade. E devi saper gestire le perdite.

Ma soprattutto, devi fare le tue operazioni con una piattaforma o un broker che non ti mangia i guadagni, perché, come abbiamo mostrato in questo articolo, anche se sei bravo e hai più guadagni che perdite con i tuoi trade, se usi il broker sbagliato avrai un bilancio annuale negativo (se usi solo azioni) oppure molto inferiore al 20%, se usi anche le opzioni.

Questa è la realtà. Il resto sono solo sogni spacciati dal marketing spregiudicato che si usa in questo settore.

E dal momento che scegliere un borker adeguato e essere esperto di opzioni e di gestione del portafogli non è da tutti, ti consiglio vivamente di usare un servizio come il nostro, se vuoi avere ancora dei rendimenti con il trading. Soprattutto se sei residente in Italia, dove la situazione non potrà che peggiorare…

Richard Clarck, consulente e direttore di trading di Strategie Portfolio.

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  • 27 Settembre 2019
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