In questo blog stiamo costantemente monitorando i cambiamenti epocali che dal 2022 sono in atto sul mercato dell’oro.

A luglio 2023 avevamo segnalato qui la fine della correlazione inversa tra oro e titoli di stato americani: il primo sintomo del probabile indebolimento del controllo occidentale su questo metallo.

Ad agosto 2023 avevamo segnalato qui una svolta importante del mercato dell’oro: la perdita del controllo di Londra e delle banche centrali occidentali sul prezzo del metallo giallo.

Infine ad ottobre 2023 avevamo scoperto che le banche cinesi avevano interrotto la collaborazione col London Bullion Market, con la conseguenza di una sempre piu’ evidente divergenza del prezzo dell’oro tra Londra e Shanghai.

Il tassello successivo di questo cambiamento epocale è il fatto che la Cina, dopo aver preso il controllo dell’oro, lo sta manipolando moderatamente a rialzo. Ed è di questo che vogliamo parlare ora.

Iniziamo a dire che il controllo dell’oro da parte della Cina è ormai un fatto inequivocabile, come mostrato dal grafico qui sotto:

Nel 2023, la Banca popolare cinese (PBoC) ha acquistato la cifra record di 735 tonnellate di oro, di cui circa due terzi sono stati acquistati di nascosto. Inoltre, il settore privato cinese ha importato al netto 1.411 tonnellate nel 2023 e ben 228 tonnellate solo nel gennaio 2024.

Il grafico quindi mostra che da quando, nella seconda metà del 2022, sono iniziati questi acquisti in grande stile (le grandi bande gialle sulla destra), il prezzo dell’oro ha registrato una tendenza al rialzo.

C’è quindi una semplice e facilmente osservabile relazione di causa-effetto tra gli acquisti cinesi e il rialzo del prezzo dell’oro.

Questo rialzo inoltre avviene nonostante l’occidente sia un venditore netto dell’oro, come mostra ad esempio la divergenza, a destra del grafico seguente, tra la diminuzione degli acquisti di quote degli Etf occidentali legati all’oro (area blu) e l’aumento del prezzo del metallo giallo (curva gialla):

I due grafici quindi mostrano in modo chiaro i due fenomeni concomitanti che abbiamo detto, cioè:

  1. Il prezzo dell’oro è sotto l’influenza cinese
  2. I movimenti sull’oro che avvengono in occidente non influiscono piu’ sulle quotazioni

Ma, come abbiamo detto, la Cina ora non si limita al controllo dell’oro: lo sta anche manipolando a rialzo.

Una novità assoluta nella storia recente di cui dobbiamo capire le modaità.

La prova di questo fenomeno inedito è nel grafico seguente, dove si può vedere un importante cambiamento del modus operandi dei grandi investitori cinesi sull’oro.

Nel primo rettangolo nero sulla destra vediamo infatti che nel 2022 i Cinesi hanno aumentato gli acquisti di oro per reagire a una diminuzione del prezzo.

In sostanza, qui i Cinesi si erano limitati a determinare, con quei forti acquisti, un livello minimo per il prezzo dell’oro, impedendone la caduta.

Tuttavia il rettangolo verde sull’estrema destra mostra che nel 2024 i Cinesi stanno facendo qualcosa di diverso, ossia non si limitano piu’, con i loro acquisti, a stabilizzare il prezzo dell’oro: lo stanno addirittura portando a massimi storici superiori. In sostanza, lo stanno moderatamente manipolando a rialzo:

In effetti, il raggiungimento dei nuovi massimi storici dell’oro in questi giorni è sotto gli occhi di tutti, ma finora molti analisti lo avevano attribuito all’aumento delle posizioni rialziste nel mercato dei derivati legati all’oro.

Tuttavia, se questo fosse l’unico fattore in gioco, dovremmo avere dei fenomeni di divergenza tra prezzo spot e prezzo future che invece non si stanno verificando.

La manipolazione moderata verso l’alto operata dalla Cina è quindi un fattore che si sta aggiungendo all’influenza dei derivati e, anzi, ne sta forse influenzando l’andamento; in quanto, piu’ la Cina compra oro è piu’ gli investitori nei derivati, seguendo i loro tipici riflessi incondizionati e iperreattivi, aumentano le posizioni a rialzo, senza nemmeno farsi troppe domande.

Noi invece una domanda ce la facciamo: per quale motivo i Cinesi si comportano cosi’?

Tanto per cominciare, ritengo che la moderata manipolazione a rialzo sia una mossa preventiva di breve-medio termine che mira a stabilizzare l’attuale prezzo dell’oro. Esattamente come avveniva nei derivati ai tempi in cui Londra effettuava le sue manipolazioni a ribasso: ogni tanto il trend ribassista generale doveva essere sostenuto da forti “bastonate” a ribasso intraday.

Quindi la vera domanda è: perché la Cina vuole mantenere l’oro entro un range di prezzo piu’ alto rispetto agli ultimi dieci anni?

I principali motivi sono essenzialmente tre:

  • Ciò che preoccupa la PBoC – oltre alla possibilità che i suoi dollari vengano “congelati” dall’occidente – è che la Federal Reserve sarà costretta ad abbassare drasticamente i tassi di interesse e a lasciare che l’inflazione si surriscaldi al di fuori degli Stati Uniti.
    L’oro è il naturale antidoto contro l’inflazione.

 

  • Come abbiamo spiegato qui, i paesi “BRICS” che commerciano nelle loro valute locali estromettendo il dollaro, devono usare l’oro come valuta terza che permetta la conversione reciproca delle loro valute.
    Finché questi scambi non avverranno in una nuova valuta universale alternativa al dollaro, l’oro manterrà il ruolo di vera e propria valuta che, come tale, non potrà avere troppa volatilità, soprattutto verso il basso.

 

  • La Cina è impegnata in una “rivoluzione industriale” che si prefigge di prendere il controllo globale di quelle che chiama “nuove realtà produttive” (Intelligenza artificiale, Energie alternative, Microchip e cosi’ via…). Per fare ciò sta investendo cifre monumentali nelle aziende interessate, aumentando la svalutazione dello yuan e quindi rendendo necessario accumulare oro a compensazione della perdita di potere d’acquisto della valuta nazionale.

 

Come si vede, quindi, l’aumento del prezzo medio dell’oro non è solo un argomento per gli investitori, ma è un vero e proprio fattore economico fondamentale che rivela la reazione dei vari paesi agli importanti cambiamenti nelle economie globali di questi ultimi anni, cioè:

  • il ritorno nei prossimi mesi, forse per l’ultima volta in occidente, a nuove politiche di allentamento monetario (taglio dei tassi e ripresa di acquisti di titoli di stato governativi) e, contemporaneamente,
  • la separazione sempre piu’ netta fra le economie occidentali e quelle del resto del mondo.

Continueremo perciò a occuparci dell’oro, il primo indiscusso indicatore di questi cambiamenti, e a monitorare gli straordinari avvenimenti di portata epocale che continuano a dispiegarsi sotto i nostri occhi.